Tre mandanti, un Excel e i calcoli ENASARCO sbagliati ogni mese: Roberto, agente di commercio a Genova
A cura della redazione InvoiceFlow — pubblicato 1 giugno 2026 — lettura 10 minuti
Roberto Mancini ha 48 anni, una Volvo XC40 sempre in movimento sulle autostrade liguri e un telefonino che non smette mai di squillare. Agente di commercio monomandatario — in realtà plurimandatario: ha tre contratti di agenzia attivi — vende prodotti per l'edilizia e il finishing: vernici, rivestimenti, prodotti da stucco. I tre mandanti sono una piccola azienda di Genova, una medio-grande di Verona e una di origine tedesca con filiale a Milano.
Il lavoro di Roberto è trovare clienti, gestire le relazioni, raggiungere i target di vendita. Non la parte più amata: fare le note commissioni a fine mese. Ogni mese deve emettere una fattura (o nota provvigionale) a ciascuno dei tre mandanti, con le provvigioni maturate nel mese sui loro ordini. E ogni mese, qualcosa va storto.
Come funziona la fatturazione dell'agente di commercio
Per chi non conosce il settore, la struttura contrattuale dell'agente di commercio è questa: l'agente non è un dipendente ma un lavoratore autonomo con Partita IVA. Riceve dal mandante una provvigione calcolata come percentuale sul valore degli ordini acquisiti (tipicamente tra il 3% e il 12%, dipende dal settore e dal contratto individuale).
A fine mese (o secondo la cadenza contrattuale), l'agente emette una nota commissioni — che è a tutti gli effetti una fattura — al mandante, per le provvigioni maturate. Su queste provvigioni si applica l'IVA al 22% come per qualsiasi prestazione di servizi B2B.
Fin qui, relativamente semplice. Il complicato arriva con l'ENASARCO.
ENASARCO: la cassa di previdenza degli agenti di commercio
ENASARCO è la Fondazione Enasarco, la cassa di previdenza obbligatoria per tutti gli agenti e i rappresentanti di commercio italiani. Ogni agente iscritto all'albo (l'iscrizione è obbligatoria per chi svolge l'attività in modo continuativo) deve versare contributi ENASARCO calcolati sulle provvigioni.
L'aliquota complessiva ENASARCO per il 2024 è del 17% sulle provvigioni lorde (l'aliquota varia per i plurimandatari e i monomandatari — Roberto è plurimandatario, quindi l'aliquota per ciascun mandante è del 17%). Di questo 17%:
- 8,5% è a carico dell'agente (viene trattenuto dalla nota commissioni)
- 8,5% è a carico del mandante (lo aggiunge alla nota commissioni prima di versarlo)
Nella pratica, funziona così: Roberto emette la nota commissioni per €1.000 di provvigioni + €220 di IVA = €1.220 totale. Ma il mandante non paga €1.220: paga €1.220 meno la quota ENASARCO a carico dell'agente (8,5% di €1.000 = €85). Quindi Roberto riceve €1.135 in bontà. Il mandante versa poi all'ENASARCO sia la sua quota (€85) che quella dell'agente (€85), per un totale di €170.
Questo meccanismo è corretto e legale, ma richiede che la nota commissioni riporti esplicitamente la voce ENASARCO trattenuta. E richiede che Roberto tenga traccia delle provvigioni maturate per ogni mandante separatamente, perché ENASARCO ha dei massimali annui per mandante oltre i quali le provvigioni sono comunque escluse dal calcolo ENASARCO.
I problemi di Roberto con tre mandanti
Roberto usava un Excel per tracciare le provvigioni. Era un Excel complicato, con tre fogli separati (uno per mandante) e formule che aveva costruito lui stesso nel corso degli anni. Il problema è che le formule erano diventate poco leggibili anche per lui, e ogni tanto qualcosa non tornava.
Il mandante di Verona, una volta, aveva contestato la nota commissioni: Roberto aveva indicato €4.200 di provvigioni per il trimestre, ma il mandante calcolava €3.950. La differenza: un ordine che Roberto pensava fosse stato confermato ma che in realtà era stato annullato parzialmente. La nota commissioni andava rifatta. Roberto ci aveva messo tre ore a capire il problema.
Con il mandante tedesco-milanese c'era un problema diverso: le provvigioni erano calcolate su ordini spediti (non su ordini confermati), e il mandante inviava un riepilogo mensile. Roberto doveva riconciliare il suo calcolo con quello del mandante ogni mese. Spesso le cifre differivano di qualche decina di euro per arrotondamenti diversi. Piccole differenze, grandi perdite di tempo.
E poi c'era il calcolo ENASARCO. Roberto calcolava la percentuale a mano su un foglio separato. Una volta ha sbagliato a copiare la base di calcolo dall'Excel alla nota commissioni: aveva messo la quota ENASARCO su una base imponibile sbagliata (aveva incluso l'IVA nella base, cosa non corretta). Il mandante genovese non l'aveva notato, ma il commercialista di Roberto sì — tre mesi dopo, in sede di riconciliazione annuale.
InvoiceFlow: profili separati per tre mandanti, calcolo automatico
Roberto scopre InvoiceFlow durante una serata con altri agenti di commercio a Genova — una cena informale nell'entroterra, zona Nervi. Un collega con un solo mandante gli mostra come usa l'app per fare le note mensili. Roberto è scettico ("ho tre mandanti, è più complicato") ma poi prova.
La soluzione che adotta è creare tre profili cliente separati in InvoiceFlow, uno per ogni mandante. Ogni profilo ha: ragione sociale e P.IVA del mandante, aliquota provvigionale contrattuale, impostazioni IVA, voce standard ENASARCO.
Per ogni mandante, la voce ENASARCO è preimpostata come deduzione: "Ritenuta ENASARCO a carico agente (8,5%): -€XX.XX". L'app calcola automaticamente la percentuale sulla base imponibile corretta (provvigioni lorde, IVA esclusa). Roberto non deve più fare il calcolo a mano.
La struttura della nota commissioni generata è:
- Provvigioni maturate nel mese [data inizio - data fine]: €X.XXX,00
- IVA 22%: €XXX,XX
- Totale lordo: €X.XXX,XX
- Ritenuta ENASARCO a carico agente (8,5%): -€XXX,XX
- Netto a pagare: €X.XXX,XX
Questa struttura è esatta, professionale, e il mandante sa immediatamente cosa deve pagare e perché.
Il registro incassi: sapere quando arriva il bonifico
L'altro problema di Roberto era sapere quando aspettarsi i bonifici. I tre mandanti pagano in tempi diversi: quello genovese solitamente entro 15 giorni, quello veronese entro 30 giorni fine mese, quello milanese a volte fino a 45 giorni.
Con InvoiceFlow, Roberto segna la data di scadenza attesa per ogni nota commissioni. La dashboard gli mostra quali pagamenti sono in attesa e da quanti giorni. Quando un pagamento tarda, può inviare un sollecito gentile senza dover ricordare a mente ogni singola scadenza.
"L'anno scorso ho scoperto con InvoiceFlow che il mandante veronese mi aveva saltato una nota di settembre," racconta Roberto. "Erano €1.800. Avevo perso il filo perché avevo molte note in arrivo e quella era scivolata via. Con la dashboard non mi è più capitato."
Numeri: un anno con InvoiceFlow
Roberto ha confrontato il 2022 (senza InvoiceFlow) e il 2023 (con InvoiceFlow):
- Errori nelle note commissioni: da 4-5 l'anno a zero nel 2023.
- Dispute con mandanti su importi: da 2-3 l'anno a zero.
- Pagamenti mancati scoperti in ritardo: da 1-2 l'anno a zero.
- Tempo per fare le tre note mensili: da 3-4 ore a 45 minuti.
- Valore stimato degli errori evitati: circa €2.400 (tra differenze non recuperate e ritardi nei pagamenti).
Riepilogo: come funziona ENASARCO per gli agenti
Per i lettori che non conoscono il meccanismo ENASARCO, ecco un riepilogo pratico:
- L'iscrizione ENASARCO è obbligatoria per tutti gli agenti di commercio che svolgono l'attività in modo continuativo. Va fatta entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
- I contributi si calcolano sulle provvigioni lorde (non sull'imponibile fiscale, non sull'importo IVA inclusa). Per il 2024, l'aliquota totale per i plurimandatari è 17% (8,5% agente + 8,5% preponente).
- Esistono massimali annui per mandante: oltre una certa cifra di provvigioni per contratto, le provvigioni eccedenti sono escluse dal calcolo ENASARCO. Il massimale 2024 per contratto di monomandato è €39.966; per plurimandato è €26.044 per contratto. Verificate sempre il valore aggiornato sul sito ENASARCO.
- Il mandante versa all'ENASARCO sia la propria quota che quella dell'agente (che trattiene dalla nota commissioni). L'agente non fa versamenti diretti a ENASARCO.
- Il contributo ENASARCO non è deducibile ai fini IRPEF dalla base imponibile dell'agente, ma è deducibile per il mandante.
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